È UN RINVIO. MA NON DI QUELLO CHE AVETE LETTO.

La notizia è circolata come un rinvio di sette mesi. Lo è,
ma non di quello che molti hanno capito. E la differenza vale un investimento in
dispositivi.

Con il decreto direttoriale n. 275 del 12 ottobre 2026 il Ministero
dell’ambiente e della sicurezza energetica ha approvato l’Allegato 1 recante le modalità
di gestione dei dati attinenti ai percorsi degli autoveicoli
adibiti al trasporto di
rifiuti speciali pericolosi, intervenendo sul precedente decreto direttoriale n. 253 del 12 dicembre
2024.

Il titolo che ha fatto il giro del settore è uno solo: la geolocalizzazione slitta al 13
settembre 2027
. È vero a metà, ed è la metà mancante quella che conta.

Che cosa slitta

Il termine per la messa a disposizione dei dati relativi ai percorsi passa dal
13 febbraio 2027 al 13 settembre 2027. Nel testo il riferimento temporale si sposta
dal dodicesimo al diciannovesimo mese.

Sono quindi rinviati gli adempimenti che riguardano il flusso dei dati: la loro
gestione, la trasmissione al sistema e l’archiviazione secondo le modalità dell’Allegato 1.

Che cosa non slitta

Qui sta il punto che rischia di costare caro a chi legge solo il titolo.

L’obbligo di dotare i mezzi dei sistemi di geolocalizzazione discende dal
D.M. 4 aprile 2023, n. 59, ed è cosa distinta dalla messa a disposizione dei
dati. Il differimento riguarda il secondo adempimento, non il primo.

Tradotto per chi gestisce una flotta: il rinvio sposta il momento in cui i dati
vanno trasmessi, non il momento in cui i mezzi devono essere attrezzati.

Leggere il provvedimento come un’autorizzazione a rimandare l’acquisto e l’installazione dei
dispositivi è l’errore più probabile di queste settimane, e anche il più costoso da
correggere in fretta nel 2027.

La modifica tecnica che semplifica la vita

C’è una seconda novità, meno visibile ma concretamente utile: il sistema di
geolocalizzazione viene associato alla sola targa del veicolo, e non più anche
al numero di telaio.

Chi gestisce flotte in cui i mezzi ruotano, vengono sostituiti o presi a noleggio sa quanto pesi
questa differenza. L’associazione al telaio legava il dispositivo al singolo veicolo fisico;
l’associazione alla targa rende la gestione più aderente a come le flotte funzionano
davvero.

Conservazione e controlli

Secondo quanto riportato dalle prime letture del provvedimento, i dati vanno conservati per
tre anni e devono poter essere estratti in formato standard in caso di controlli.
È un’indicazione da verificare sul testo, ma che vale la pena considerare fin d’ora nella
scelta del fornitore: un dispositivo che registra ma non consente l’estrazione ordinata dello
storico risolve metà del problema.

Chi riguarda

I soggetti iscritti al RENTRI che effettuano trasporto di rifiuti speciali
pericolosi
. In concreto:

  • imprese di trasporto conto terzi iscritte all’Albo per i rifiuti pericolosi;
  • produttori che trasportano rifiuti pericolosi propri;
  • impianti con flotta aziendale impiegata nella movimentazione di flussi pericolosi;
  • imprese di manutenzione e bonifica che movimentano i rifiuti prodotti nei propri
    interventi.

La domanda da porsi non è “sono obbligato?”, ma “quanti dei miei mezzi, anche solo
occasionalmente, caricano un rifiuto con l’asterisco?”. È una lista che in azienda risulta
quasi sempre più lunga del previsto.

Come usare i mesi che restano

  1. Censire i mezzi effettivamente impiegati, anche saltuariamente, nel trasporto
    di rifiuti pericolosi.
  2. Verificare lo stato di dotazione di ciascuno: dispositivo presente, assente, o
    presente ma non conforme ai requisiti richiesti.
  3. Nel confronto con i fornitori, chiedere espressamente come il sistema gestisce
    trasmissione, formato dei dati e archiviazione, non solo il rilevamento della
    posizione.
  4. Tenere conto del passaggio all’associazione per targa nella gestione dei mezzi
    a noleggio e delle sostituzioni.
  5. Programmare l’adeguamento prima dell’ultimo trimestre utile: quando un obbligo
    riguarda tutta una categoria contemporaneamente, i fornitori si saturano.

Il settembre 2027 sembra lontano. Lo stesso si diceva, a suo tempo, delle prime scadenze
RENTRI.

A cura del Dott. Ing. Leonardo Di Cunzolo
Esperto Ambientale

Per maggiori informazioni scrivere a
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www.bsnconsulting42.it

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